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Castello di Blonay

Castello di Blonay Sorge presso la Chiesa di San Brizio ed è chiamato la “Maison de Blonay”. La torre quadrata, prima dimora dei Signori di Avise e risalente all’undicesimo secolo, è coronata da una merlatura a coda di rondine e chiari segni indicano che in origine sorse sola: il castello le fu aggiunto in epoca posteriore.

Castello di Avise

Castello di Avise La costruzione innalzata da Bonifacio d’Avise nel 1492, tutt’oggi in buono stato di conservazione, è fiancheggiata da una torre quadrata ornata in alto da eleganti caditoie che ripropongono il motivo gotico detto a “goccia rovesciata”.
Sulla porta d’entrata sono scolpite le armi della famiglia con il motto “Qui tost Avise tart se repent”.
Al piano terreno la grande sala con il camino e i due grandi mobili destinati ad esporre la collezione di peltri e la “camera della cassaforte” al piano superiore, possono offrire uno spaccato eloquente delle abitudini e del tenore di vita della borghesia medio-alta di un villaggio della Valle d’Aosta nella seconda metà del XIX secolo. A sua volta la “sala delle mensole” al primo piano composta da 14 mensole di legno scolpite con figure di animali, mostri e personaggi in vesti quattrocentesche, testimonia scelte decorative che allineano la committenza degli Avise in un preciso filone di gusto “ufficiale”. Le tracce di diverse fasi architettoniche nella struttura del castello (porte murate, inserimenti di finestre e murature), nonché la presenza di elementi lapidei antichi (architravi, cornici di finestra), frammenti di dipinti, decorazioni, graffiti… sono tutti elementi che testimoniano la reale complessità di sovrapposizioni della sua storia.

Pierre Taillée

Pierre Taillée La gola di Pierre Taillée separa Avise dal Comune di La Salle. Stretta e selvaggia ha meritato questo nome grazie ai tagli di roccia che i Romani hanno effettuato per permettere il passaggio per la strada delle Gallie. Da questo luogo storicamente strategico possiamo finalmente entrare nella Valdigne e vedere in tutta la sua bellezza e maestosità il Monte Bianco.
L’Aubert che vi transitò cento e più anni or sono racconta che: « Arrivé à ce passage il faut n’avancer que pas à pas et se retourner souvent pour ne rien perdre des beautés de la scène majestueuse qui se développe en arrière à mesure que la route s’élève ». Ha inoltre lasciato una mirabile descrizione del luogo e della vista che si gode verso la Valdigne: « … à l’extrémité de la Vallée se dressait le Mont Blanc, et le roi des Alpes semblait plus imposant que jamais, car il gagne à n’être pas contemplé de trop près... Je voyais donc le Mont Blanc enveloppé dans son vaste linceul de neige et de glace ; à droite et à gauche, les montagnes boisées qui bordent la Vallée, et dont les terrains les plus rapprochés n’étaient composés que de roches écroulées ; à mes pieds, la Doire s’engrouffrait en tourbillonnant dans les abîmes profonds du défilé... »

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La Chiesa

La Chiesa parrocchiale di AviseLa nuova chiesa, è stata ricostruita sulle rovine della vecchia che era bassa, irregolare e troppo piccola e che quindi fu interamente demolita. È ornata da due dipinti rappresentanti rispettivamente la Natività, la Resurrezione e di cinque statue di grandezza quasi naturale di Saint Brice, Saint Grat, Saint Blaise, Saint Germain e Saint Claude.
Nel piano superiore una grande scultura dell’Assunzione della Santa Vergine occupa il centro ed è attorniata da angeli. Il tradizionale crocifisso separa la navata dal cuore. Il 6 giugno 1869 la chiesa fu solennemente consacrata.
Il campanile fu costruito intorno al 1400 ed è composto da quattro grandi campane e da due piccole ed è munito anche di un orologio.


Museo di arte sacra

Mostra Dal mese di aprile 2007 la chiesa parrocchiale di San Brizio ha un nuovo museo d’arte sacra. Realizzato dall’ente parrocchiale in collaborazione con gli uffici della Soprintendenza per i beni e le attività culturali, su progetto dell’arch. Joëlle Clusaz, è stato ricavato nella prima cappella della parete laterale destra. Lo spazio espositivo raccoglie una serie di opere, tra cui alcune di altissimo livello, appartenenti sia alla chiesa parrocchiale che alle cappelle dei villaggi, (Vedun, Charbonnière, Cerellaz, Runaz) coprendo un arco cronologico che va dal XV al XIX secolo. Ospita, inoltre, una cospicua serie di oreficerie e, malgrado l’evidente fragilità di questo tipo di materiali, è stato inserito anche un manufatto tessile probabilmente riferibile ad una manifattura italiana, attiva intorno alla metà del XVIII secolo.
Mostra L’intervento museale nella chiesa di Avise non può ancora dirsi del tutto concluso. Manca ancora, infatti, la vetrina espositiva che è stata progettata nella parete sinistra, tra le colonne poste all’inizio della prima campata per contenere i frammenti di vetrata, raffiguranti Grat-Humbert d’Avise presentato da san Grato e la Crocifissione
Il museo d’arte sacra allestito nella chiesa di San Brizio ha rappresentato una tappa significativa di questo piano di tutela, rivolto soprattutto al diretto godimento delle opere da parte dei fedeli.

 

Maison de Mosse

Maison de Mosse La casa forte di Runaz, nota con il nome di Maison de Mosse, fu costruita dai Signori d’Avise fra il XIV ed il XV secolo, sul bordo dell’antica strada romana.
Possiamo facilmente immaginare l’importanza strategica di questa casa forte posta a meno di 400 m dal passaggio obbligato di Pierre Taillée, assai facilmente controllabile in caso di guerra. Con ogni probabilià, proprio il fatto di possedere Pierre Taillée, vera e propria porta della Valdigne, fece sì che i fieri Signori d’Avise si sentissero quanto mai importanti e non volessero unirsi al potente casato dei Savoia, come invece avevano fatto gli altri feudatari della Valle d’Aosta.
Le belle finestre, costruite in stile tardo-gotico, che possiamo ancora ammirare al giorno d’oggi risalgono al XVI secolo. Le loro cornici carenate, scolpite in pietra di Villeneuve, sono divise in quattro parti da una croce in pietra. Alla base delle croci e delle cornici sono state scolpite alcune piccole guglie. Notevoli sono pure il portone principale ed il camino con guglie.


Logo AVAS Nel 1978, l’Amministrazione regionale ha acquistato la Maison de Mosse e l’ha destinata all’attuale sede dell’A.V.A.S. (Association Valdôtaine Archives Sonores ) e della biblioteca comunale di Avise. La struttura è gestita dall’Ufficio regionale per l’Etnologia e la Linguistica dell’Assessorato all’Istruzione e Cultura dove ogni anno vengono organizzate esposizioni a carattere etnografiche che servono, durante l’anno scolastico, per animazioni sulla civiltà valdostana. Queste animazioni sono rivolte alle scuole elementari e medie della Regione.
Una leggenda sulla Maison de Mosse, molto conosciuta dagli abitanti di Runaz, racconta che in questa casa veniva conservato un teschio umano, racchiuso in una scatola di legno. Ogni anno, alla vigilia della festa dei morti, i proprietari della casa trasportavano il teschio al cimitero di Avise, ma esso, durante la notte, ritornava alla sua abituale dimora cosicché all’alba lo si poteva ritrovare perfettamente riposto nella sua scatola. Nel 1691, quando le truppe francesi invasero la Valle d'Aosta, il villaggio di Runaz fu completamente distrutto da un incendio e il solo edificio che si salvò fu proprio la Maison de Mosse.

Per questo, la popolazione credette che il cranio avesse il potere di proteggere le case dal pericolo del fuoco. Da quel giorno, si cessò dunque di portarlo al cimitero e lo si conservò gelosamente nella sua scatola in legno.

Il cranio oggi non è più alla Maison de Mosse, ma pare che sia... ancora conservato in una delle case di Runaz.